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Uno stile da scrittrice: Joan Didion idolo fashion-letterario

Assieme ai romanzi e ai reportage, Joan Didion ha curato anche qualcos’altro con la stessa attenzione: la sua immagine personale. Nessuna scrittrice prima di lei è stata più astuta nel mettersi in scena, nel raccontarsi nei suoi stessi articoli, nel posare per fotografie che ne hanno costruito il personaggio. Di tutte le immagini degli anni Sessanta e Settanta che la ritraggono, la più celebre e citata è quella in cui posa davanti alla sua Corvette gialla (la foto è in bianco e nero) con un lungo abito di velluto. Era una semplice tunica a maniche lunghe con delle infradito, ma l’effetto boho-chic californiano è impeccabile.

In quelle immagini la cosa più rilevante è quell’espressione diretta e leggermente corrucciata che è quasi una messa in scena della sua scrittura. Le sue foto non si allontanano dalle scelte di scrittrice ma le esaltano, perché illustrano lo stesso mondo che voleva raccontare. Joan Didion racconta senza fronzoli della California degli anni Sessanta e Settanta, i viaggi in auto lungo l’Oceano Pacifico, i party con Warren Beatty e Janis Joplin, e anche le tragedie che si consumarono in quell’epoca apparentemente felice, come il massacro della setta di Charles Manson in cui venne assassinata l’attrice Sharon Tate. Joan Didion appoggiata a quell’automobile è diventata un modello per tutte le donne che sognavano l’indipendenza, e che volevano soprattutto che la libertà conquistata con la carriera si abbinasse a uno stile personale, senza regole imposte dal patriarcato.

Cosa c’entrano i vestiti in tutto questo? Praticamente tutto.

La sua vita vissuta tra ville a Malibu e appartamenti nell’Upper East Side, feste in casa con i divi di Hollywood sulla costa occidentale e cocktail party con il meglio dell’intellighenzia di New York, necessitava di una netta distinzione del suo guardaroba di quegli anni: maglioniabiti neri e cappotti pesanti a New York, abiti lunghi e fluentiscialli e stampe patchwork a Los Angeles.

“Le due città della sua vita diventano un set in cui interpretare una parte di sé stessa, con il costume giusto, con uno spirito differente.” Qui cito un articolo dedicato a Didion qualche anno fa che mi ha dato modo di riflettere su come il mood di una città si rispecchia nel modo di vestire di chi la abita e viceversa.

Uno stile minimal-intelligente quello di Joan Didion che ha ispirato la campagna cruise di Céline 2015. Nella campagna in questione c’è la modella Daria Werbowy, in posa dentro un’auto sportiva, ma per la primavera dello stesso anno Joan Didion in persona compare sulle riviste come modella Céline, sorprendendo tutti. Da quel momento, la donna Céline è una donna che pensa, vestita in modo impeccabile, e Joan Didion è l’idolo fashion letterario di ogni generazione presente e futura.​

Partire alla ricerca di vecchie foto che ritraggono la scrittrice, scomparsa nel 2021, vi aiuterà a conoscerla meglio tanto quanto leggere i suoi libri.​

Di seguito una lista dei miei preferiti.

The White Album
In questo capolavoro che ha segnato la letteratura americana c’è l’essenza della prosa tagliente ed elegante di Didion, gli anni ’60, la sua vita e la vita dell’America.​

L’anno del pensiero magico
Questo libro spaventa per la sua verità nuda: la consapevolezza, il lutto, il dolore, così come sono.​

Let Me Tell You What I Mean
Una raccolta di dodici racconti, curata nei dettagli, in cui c’è il senso delle cose che lascia sempre l’essere umano nell’incertezza definitiva della vita.​

Cercare vecchie foto della scrittrice scomparsa nel 2021 è un modo per conoscere meglio la sua vita, così come leggere i suoi libri. Ecco una lista dei miei preferiti: The White Album, capolavoro che rappresenta la prosa tagliente ed elegante di Didion, gli anni ’60 e la vita in AmericaL’anno del pensiero magico, libro potente per la sua verità cruda che affronta consapevolezza, lutto e dolore; e Let Me Tell You What I Mean, raccolta di dodici racconti che riflettono sulla natura incerta dell’esistenza e sulla complessità umana.




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